Italferr effettua interventi infrastrutturali e tecnologici nelle principali aree urbane al fine di assicurare ai principali nodi ferroviari sistemi in grado di garantire elevata capacità e regolarità di trasporto, oltre che l'integrazione con le principali linee convergenti sul nodo.
Il nodo di Torino rappresenta uno snodo strategico del sistema ferroviario nazionale, sia per il ruolo centrale nella mobilità metropolitana, sia per la funzione di connessione con il sistema AV/AC e con il Corridoio internazionale Torino-Lione. Un'infrastruttura chiave anche per la movimentazione delle merci, grazie al collegamento diretto con lo scalo intermodale di Orbassano.
Gli interventi infrastrutturali e tecnologici sviluppati da FS Engineering mirano al potenziamento complessivo del Nodo, incrementandone la capacità e rafforzando l'integrazione intramodale e intermodale. Le soluzioni adottate consentono inoltre di innalzare il livello di automazione degli impianti, migliorare significativamente l’efficienza gestionale e garantire una piena coerenza prestazionale - sotto il profilo quantitativo e qualitativa - con tutte le linee che convergono nel Nodo.
Il Nodo di Milano costituisce uno degli snodi più strategici del sistema ferroviario nazionale, crocevia delle principali direttrici di collegamento con i principali poli nazionali, regionali e transfrontalieri, nonchè fulcro del sistema Alta Velocità.
FS Engineering è impegnata nell’ammodernamento e nel potenziamento dell'assetto infrastrutturale e tecnologico del Nodo, con l'obiettivo di sviluppare un modello d'esercizio evoluto, fondato su un'elevata integrazione intermodale e plurimodale. Gli interventi programmati permetteranno di incrementare la capacità di trasporto, migliorare l'efficienza complessiva del sistema e garantire elevati standard di qualità e affidabilità del servizio.
Il progetto riguarda la progettazione esecutiva e la realizzazione del sistema di comando e controllo per la gestione degli impianti di sicurezza di stazione e di linea lungo la tratta ferroviaria Monza‑Chiasso, asse strategico per i collegamenti nazionali e transfrontalieri.
Il comando a distanza degli impianti periferici sarà realizzato mediante l’adozione di apparati elettronici computerizzati a logica concentrata ACC‑M (Apparati Centrali Computerizzati Multistazione), installati presso il Posto Centrale di Milano Greco, dove è prevista anche l’implementazione del sistema globale di supervisione SCC‑M per il controllo integrato dei telecomandi.
Il Nodo di Genova rappresenta uno degli interventi infrastrutturali più strategici della rete ferroviaria nazionale e internazionale, configurandosi come polo di interscambio fondamentale tra il sistema portuale ligure e le principali direttrici Genova-Ventimiglia, Tirrenica e Milano-Genova.
Progettare infrastrutture sostenibili in un contesto complesso
Il progetto si inserisce in un contesto territoriale e ambientale di particolare complessità e mira a coniugare sviluppo infrastrutturale, sostenibilità e tutela del territorio, attraverso soluzioni ad alto contenuto tecnico e innovativo.
Gli interventi sviluppati da FS Engineering mirano alla separazione dei flussi di traffico passeggeri a lunga percorrenza e merci rispetto a quelli regionali e metropolitani, nonchè al miglioramento del collegamento tra il sistema portuale ligure e la rete ferroviaria nazionale fondamentale, sia lungo l'asse est-ovest sia, soprattutto, lungo l'asse nord-sud. Elemento strategico dell'intervento è l'interconnessione del Nodo di Genvoa con la nuova linea ferroviaria Terzo Valico dei Giovi, parte del Core Corridor TEN-T "Reno-Alpi" (Genova-Rotterdam), che rafforza il ruolo della città quale principale porta ferroviaria del Mediterraneo verso il Centro e il Nord Europa.
Il programma degli interventi comprende il potenziamento e l'automazione delle infrastrutture e degli impianti del Nodo, finalizzati allo sviluppo e al rafforzamento dell'offerta di mobilità metropolitana regionale. E' inoltre previsto l'adeguamento degli impianti di stazione di Genova Voltri, Genova Sampierdarena e Genova Brignole, insieme al miglioramento dei servizi nell'area di Genova Terralba, per favorire una maggiore integrazione intramodale e intermodale.
Il progetto consentirà il trasferimento di quote significative di traffico merci dalla gomma alla ferrovia, con importanti benefici in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza della circolazine e riduzione degli impatti sociali nelle aree urbane.
Di particolare rilievo è l’impianto di Genova Campasso, destinato a svolgere il ruolo di principale scalo merci a servizio del porto storico genovese e a configurandosi come un vero e proprio retroporto ferroviario. L'impianto offrirà una capacità adeguata alla formazione di treni completi instradati direttamente verso le principali destinazioni nazionali ed europee, grazie al collegamento della tratta ferroviaria Bivio Fegino – Campasso – Porto Storico con il Terzo Valico e la Linea Succursale dei Giovi.
Principali interventi in Liguria
Il Porto di Trieste è un porto commerciale e industriale di rilevanza strategica per l’Alto Adriatico che, grazie alla sua posizione geografica, si configura come nodo di interscambio tra le Reti TEN-T delle Autostrade del Mare del Mediterraneo Orientale e i corridoi europei Adriatico-Baltico e Mediterraneo. Tale collocazione conferisce al porto un significativo vantaggio competitivo nel servire i mercati dell’Europa Centro-Orientale.
Nell’ottica di potenziare e modernizzare la dotazione infrastrutturale ferroviaria del Porto di Trieste, FS Engineering ha previsto una serie di interventi tecnologici, in parte già in corso di realizzazione e in parte in fase avanzata di progettazione. Gli interventi sono articolati in diverse fasi funzionali, il cui completamento è previsto per il 2027, e sono finalizzati al miglioramento dell'accessibilità ferroviaria, dell'efficienza operativa e dell'integrazione intermodale del sistema portuale.
Il Nodo di Venezia Mestre è posizionato in un'area di intersezione strategica tra due TEN-T Core Corridor - il n. 1 “Baltic-Adriatic Corridor” e il n. 3 “Mediterranean Corridor” - sui quali si innestano importanti Direttrici ferroviarie nazionali, tra cui Milano-Venezia e Venezia-Bologna-Roma. Il Nodo rappresenta inoltre la confluenza delle principali linee interregionali (Venezia-Trieste e Venezia-Udine) e di tutte le linee di interesse locale del Veneto.
Nel contesto del Triveneto, Venezia Mestre costituisce il più rilevante snodo di traffico ferroviario a lunga percorrenza, prevalentemente passeggeri, sia lungo la direttrice est - ovest sia verso sud, oltre a rappresentare un punto fondamentale di integrazione con il sistema di trasporto metropolitano e regionale.
Al fine di incrementare la capacità di trasporto delle linee afferenti al Nodo e rispondere alla crescente domanda proveniente dal territorio, migliorando al contempo gli standard di servizio alla clientela e i livelli prestazionali della circolazione nell’intera area metropolitana regionale, FS Engineering ha avviato una serie di studi progettuali e interventi tecnologici di upgrading infrastrutturale e impiantistico.
Il Nodo di Verona costituisce uno snodo strategico della rete ferroviaria nazionale ed europea per i volumi di traffici merci, attuali e prospettici, grazie alla sua funzione di connessione tra il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo e il Corridoio Mediterraneo della rete TEN-T.
Per il conseguimento del futuro assetto del Nodo, FS Engineering ha previsto una serie di interventi infrastrutturali e tecnologici, in parte in corso di realizzazione e in parte in fase avanzata di progettazione, che saranno attivati per fasi funzionali. Tali interventi sono integrati con gli innesti Ovest ed Est della AV/AC nelle tratte Brescia-Verona e Verona-Vicenza, con traguardo di completamento previsto entro la fine 2028.
Il progetto persegue una duplice finalità: il poteniamento del traffico passeggeri e l'efficientamento del traffico merci, rafforzando il ruolo del Nodo di Verona come hub intermodale di rilievo lugno gli assi europei nord-sud e est-ovest.
FS Engineering è inoltre impegnata nella progettazione esecutiva e nella direzione lavori delle opere relative a opere civili, armamento ferroviario, trazione elettrica e impianti tecnologici nell'Ingresso Ovest del Nodo, contribuendo all'innalzamento complessivo delle prestazioni infrastrutturali e operative del sistema.
Il Nodo di Brescia si inserisce nell’ambito della linea AV/AC Milano-Verona, di cui costituisce parte integrante quale prosecuzione dell’interconnessione di Brescia Ovest e della relativa penetrazione urbana, consentendo la piena funzionalità del servizio Alta Velocità e Alta Capacità negli impianti del Nodo.
FS Engineering è impegnata nello svilluppo di una serie di interventi infrastrutturali e tecnologici che hanno origine a ovest della Roggia Mandolossa, in corrispondenza dell'interconnessione di Brescia Ovest. Gli interventi interessano l'area dello scalo ferroviario di Brescia e si attestano nuovamente sulla linea AV/AC Milano-Verona, completando l'assetto dell'interconnessione.
L’intervento si sviluppa per circa 6,9 km e prevede l’ingresso in ambito urbano in affiancamento, sul lato sud, alla linea storica Milano–Venezia. I nuovi binari AV si sviluppano inizialmente fino all’attraversamento del fiume Mella; a valle l'opera prosegue su sede indipendente rispetto all'infrastruttura esistente, per poi svilupparsi ulteriormente, a partire dal Mella, mediante ampliamento dell'attuale sede ferroviaria.
I lavori interessano prevalentemente il territorio del Comune di Brescia e, per un breve tratto, quello del Comune di Roncadelle, in un contesto fortemente urbanizzato caratterizzato da un fitto sistema di infrastrutture esistenti. Gli elementi di naturalità risultano limitati e concentrati principalemente in corrispondenza degli alvei fluviali, richiedendo soluzioni progettuali integrate e attenta all'inserimento territoriale.
Il Nodo di Bologna rappresenta, all'interno del sistema ferroviario nazionale, uno dei principali punti di interscambio dei traffici AV/AC e a lunga percorrenza sulle direttrici nord-sud ed est-ovest della rete. Allo stesso tempo, costituisce un fondamentale punto di aggregazione delle linee di interesse regionale, configurandosi come fulcro del sistema metropolitano della Regione Emilia Romagna.
La realizzazione delle linee AV/AC ha liberato capacità sulla rete esistente, favorendo lo sviluppo del traffico regionale, metropolitano e merci. La separazione dei flussi di traffico e gli interventi infrastrutturali e tecnologici nel Nodo consentono di ridurre le interferenze, aumentare la capacità complessiva e migliorare la qualità del servizio.
A seguito delle attivazioni progressive che hanno vito FS Engineering impegnata nella progettazione, nella realizzazione e nella direzione dei lavori del complesso Passante AV di Bologna e della Stazione AV sotterranea, la città dispone oggi di un modello di esercizio evoluto. Un sistema di trasporto caratterizzato da un'elevata integrazione intermodale e plurimodale, da un aumento della capacità complessiva e da elevati standards di servizio, a beneficio della mobilità nazionale.
Il Nodo di Firenza riveste un ruolo strategico lungo la direttrice AV/AC Milano-Roma ed è interessato da un ampio programma di interventi infrastrutturali legati allo sviluppo del sistema Alta Velocità/Alta Capacità. Al tempo stesso, rappresenta il principale punto di aggregazione delle linee regionali dell’area centrale toscana, configurandosi come baricentro del sistema ferroviario metropolitano, in integrazione con le altre modalità di trasporto urbano, in particolare tramvie e stradali.
Gli interventi previsti consentiranno di trasformare la Stazione AV di Firenze in una stazione passante per i treni ad alta velocità, attraversso la realizzazione di un nuovo collegamento sotterraneo tra la linea AV/AC Bologna-Firenze e la Direttissima Firenze-Roma. Questo assetto permetterà la specializzazione dei flussi di traffico per direttrice e per livello di serviio, riducendo le interferenze tra le diverse tipologie di circolazione e liberando, sulla rete esistente, capacità da destinare al traffico regionale e metropolitano.
A regime, l’assetto infrastrutturale e tecnologico del Nodo consentirà l'adozione di un modello di esercizio evoluto, orientato a un sistema di trasporto ad elevata integrazione intermodale e plurimodale, caratterizzato da un incremento della capacità complessiva e dal miglioramento degli standard qualitativi e di affidabilità del servizio alla clientela.
Il Nodo di Roma rappresenta uno dei punti chiave del sistema ferroviario nazionale, in quanto crocevia delle principali direttrici provenienti da poli nazionali e regionali e snodo strategico del sistema Alta Velocità.
La realizzazione delle linee AV, integrate con il potenziamento e la riorganizzazione della rete ferroviaria esistente, consente di recuperare capacità da destinare allo sviluppo del traffico regionale, metropolitano e merci. La nuova configurazione infrastrutturale garantisce inoltre una più efficace separazione e gestione dei flussi per direttrici e livelli di servizio, riducendo le interferenze tra traffico a lunga percorrenza regionale e merci.
A regime, l’assetto infrastrutturale e tecnologico del Nodo abilita un modello di esercizio evoluto, fondato su una maggiore integrazione intermodale e plurimodale, sull'incremento della capacità complessiva e su un significativo miglioramento della qualità, dell'efficienza e dell'affidabilità dei servizi offerti alla clientela.
Il Nodo di Napoli rappresenta uno dei punti chiave del sistema ferroviario nazionale, in quanto crocevia delle principali direttrici provenienti da poli nazionali e regionali e snodo strategico del sistema ad Alta Velocità/Alta Capacità.
La realizzazione delle nuove linee AV/AC consente, attraverso l'integrazione con la rete ferroviaria esistente, di recuperare capacità da destinare al traffico viaggiatori regionale e metropolitano, nonchè al traffico merci. La configurazione infrastrutturale e tecnologico del Nodo permette inoltre una gestione più efficiente dei flussi, riducendo le interferenze tra le diverse tipologie di servizio.
A regime, il nuovo assetto abilita un modello di esercizio evoluto, orientato a una elevata integrazione intermodale e plurimodale, all’aumento della capacità complessiva e al miglioramento dei livelli di qualità, efficienza e affidabilità del servizio offerto alla clientela.
Il Nodo di Falconara rientra nel potenziamento della connessione ferroviaria Orte-Falconara con la Linea Adriatica e riveste un ruolo strategico nel collegamento tra la dorsale tirrenica e le regioni del Nord-Est, offrendo un'alternativa alla direttrice Roma-Milano e rafforzando l'integrazione tra i principali assi di mobilità nazionali.
FS Engineering è impegnata in un articolato insieme di interventi finalizzati a ridisegnare l'assetto ferroviario del territorio compreso tra Falconara e Jesi. Tra questi rientra la realizzazione della Variante di Falconara, 1° Lotto Funzionale della linea Bologna-Lecce (Adriatica), sviluppata a doppio binario per circa 4,4 km, tra le stazioni di Montemarciano e Falconara Marittima. Il progetto comprende inoltre una bretella di collegamento a semplice binario tra la linea Orte-Falconara e la Variante di Falconara in direzione nord, per una lunghezza di circa 1,5 km, completa di armamento ferroviario, opere civili e impianti tecnologici, inclusi trazione elettrica, sicurezza, segnalamento, telecomunicazioni e strutture di luce e forza motrice.
Il riassetto complessivo prevede anche la riorganizzazione della stazione di Falconara Marittima con la riallocazione dell’attuale Sottostazione Elettrica, nonchè la realizzazione della nuova stazione di Osimo, contribuendo a una più efficiente gestione dei flussi ferroviari e a un miglioramento degli standard di servizio.
A completamento degli interventi, il nuovo assetto infrastrutturale e tecnologico consentirà di incrementare la capacità e l’affidabilità del sistema, favorendo una migliore integrazione tra traffico passeggeri e merci e rafforzando il ruolo strategico del nodo di Falconara all’interno della rete ferroviaria nazionale.
Il Nodo di Bari rappresenta uno dei punti fondamentali del sistema ferroviario nazionale, in quanto interessato dall’itinerario merci del Corridoio Adriatico, che connette Gioia Tauro, Taranto e Bari con la rete dell’Italia settentrionale e del Nord Europa, nonché dalla convergenza di numerose linee prevalentemente dedicate al servizio ferroviario regionale e metropolitano.
FS Engineering è impegnata in un articolato programma di interventi infrastrutturali e tecnologici finalizzati al potenziamento complessivo del Nodo. Le opere previste sono orientate all'aumento della capacità del sistema di trasporto metropolitano e al raggiungimento di standard quantitativi e qualitativi adeguati alla domanda di mobilità, nonchè alla realizzazione di assetti dedicati ai flussi di traffico merci, in grado di ridurre conflitti e interferenze con il traffico metropolitano, regionale e di lunga percorrenza.
Il progetto mira inoltre a migliorare l'integrazione intermodale e intramodale del Nodo, contribuendo alla risoluzione di alcune criticità di natura territoriale e ambientale sia a nord che a sud dell'area urgbana, e a innalzare il livello di innovazione tecnologica attraverso l'evoluzione dei sistemi di automazione, comando controllo degli impianti.
A regime, il nuovo assetto consentirà di rafforzare il ruolo strategico del Nodo di Bari nel sistema ferroviario nazionale ed europeo, migliorando l’efficienza, l’affidabilità e la sostenibilità dei servizi offerti a passeggeri e imprese.
Il Nodo di Palermo interessa il collegamento a doppio binario elettrificato tra la città e l’aeroporto internazionale “Falcone e Borsellino” di Punta Raisi, oltre al completamento dell'Anello ferroviario urbano, interventi strategici per il potenziamento della mobilità metropolitana e regionale.
E' in atto una profonda trasformazione del sistema di trasporto pubblico, fondata sul rafforzamento del servizio ferroviario metropolitano e sulla sua integrazione con la rete tramviara, il trasporto su gomma e i parcheggi di interscambio. Elemento centrale di questo processo è il Passante Ferroviario che, attraverso il raddoppio della linea e in sinergia con gli interventi sulla direttrice Palermo-Messina, consente la realizzazione di un collegamento continuo da Cefalù all'aeroporto di Punta Raisi. L'infrastruttura si estende complessivamente per circa 90 km, di cui 24 in ambito urbano, serviti da 17 stazioni e 22 fermate.
Un contributo determinante è fornito dall'intervento di chiusura dell'Anello ferroviario di Palermo, sviluppato in due fasi funzionali. La prima fase, attualmente in corso, prevede il prolungamento della linea tra Palermo Notarbartolo e Giachery fino all'area Politeama, con la realizzazione delle nuove fermate interrate Libertà, Porto e Politeama. E' in fase di definizione la progettazione definitiva della seconda fase, relativa alla tratta Politeama -Notarbartolo, necessaria al completamento dell’Anello. Quest'ultimo intervento, di circa 1,3 km, comprende la realizzazione di una galleria in scavo meccanizzato tra la fermata Politeama e la nuova fermata Giuseppina Turrisi Colonna, con la successiva riconnessione alla stazione di Notarbartolo.
A regime, il nuovo assetto infrastrutturale consentirà di migliorare l’accessibilità urbana, l’integrazione modale e la qualità complessiva del servizio, rafforzando il ruolo del Nodo di Palermo come fulcro della mobilità sostenibile dell’area metropolitana.